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Il ladro di Tabi e altri appuntamenti disastrosi di Tinder
tabi

Tabi e Tinder

Se il continuo rincorrersi delle prime frequentazioni assomiglia alla caccia quello che scappa, quello che vuole disperatamente fidanzarsi e lo rincorre fortissimo allora perché quando un primo appuntamento va bene non portarsi a casa un ricordo di questa dolce conquista?

Ammetto di averlo fatto un paio di volte, erano tutti oggetti che mi parevano insignificanti, una spilletta, l’inserto di un giornale uscito quel giorno, infilati in silenzio nella borsa per poi scappare la mattina dopo.

Anche io a mia volta sono abbastanza sicura di essere stata vittima di qualche tenero scippo da parte di un date di Tinder, mi chiedo ancora dove sia finita la mia copia di un libro di Murakami di cui guarda caso avevamo tanto parlato la sera prima.

A Brooklyn, però, a un Tinder date non è bastato tornare a casa la mattina dopo con qualche oggetto stupido nelle tasche, ma nelle pieghe dei pantaloni cargo è arrivato a infilarsi un paio di Tabi, modello Mary-Jane, di Maison Margiela.

Per chi non lo sapesse le Tabi, sono delle scarpe da circa 890€

A renderlo pubblico è stata la vittima, Lex, che ha raccontato che cos’è successo in un TikTok, chiedendo ai follower se lo conoscessero o di rintracciarlo in qualche modo.

Voleva solamente riprendersi le sue Tabi, ma ha finito per creare un racconto mirabolante su TikTok della ricerca di un paio di scarpe rubato e poi miracolosamente ritrovato.

Almeno c’è stato un lieto fine….

Raccontare gli appuntamenti disastrosi di Tinder

Sotto il tag #TinderHorrorStory su TikTok le ragazze si danno appuntamento per raccontare appuntamenti di Tinder disastrosi e spesso succede che altre ragazze le aiutino a trovare la persona in questione e che facciano un po’ giustizia a modo loro: la tampinano di messaggi, sindacalizzano per farla licenziare dal luogo di lavoro.

Era successo l’anno scorso col caso di West Elm Caleb, un ragazzo di New York di nome Caleb che lavorava nel negozio di arredamento di lusso West Elm, che aveva fatto ghosting alla ragazza che aveva pubblicato il TikTok in questione.

Lei nel video aveva accennato al fatto che si chiamasse Caleb e sotto una decina di ragazze hanno commentato dicendo «1,93 e baffi? È sicuramente West Elm Caleb», ovvero un ghostatore seriale che dopo un appuntamento che sembrava andato benissimo ha la consuetudine di sparire e non rispondere più ai messaggi.

Forse il motore che per primo ci ha spinto a sbloccare il cellulare e a raccontare questo tipo di appuntamenti disastrosi avvenuti su Tinder, è stata la pubblicazione del racconto Cat person sul New Yorker nel 2017, la storia di una notte di sesso finita male che è poi diventata virale perché tutti in qualche modo ci si rivedevano.

Non succedeva niente di eclatante nel racconto, ma eravamo rimasti atterriti dalla banalità con cui si svolgono i nostri date: spingerci a fare qualcosa di avventato e di controvoglia giusto per avere qualcosa da raccontare prima di sparire.

Il racconto del ladro di Tabi: una rivisitazione moderna di Cenerentola, in chiave chic

Si erano incrociati per strada, si sono scambiati un sorriso e poi si sono persi di vista.

Qualche istante dopo lui le scrive su Tinder, dove, a quanto pare, avevano matchato da poco, dicendole che era stato bello vederla. Iniziano a scriversi, si scambiano qualche moodboard di ispirazione sull’abbigliamento e i look, entrambi appassionati di moda, e decidono di vedersi.

L’appuntamento va bene, ognuno torna a casa sua con il sorriso. Il giorno dopo Joshua insiste che vuole rivedere Lex, così si danno un altro appuntamento e finiscono a casa di lei dove fanno sesso, prima la sera e poi di nuovo la mattina.

Quando si svegliano Joshua dice a Lex che ama le Tabi di Maison Margiela, sono il suo modello preferito, specialmente gli stivaletti, e che farebbe passi falsi pur di averle, dal momento che costano tanto e non se le può permettere.

Lei tutta fiera gli fa vedere le due paia che conserva nella scarpiera, due regali di compleanno da parte del papà, mette in chiaro.

Lex si alza dal letto e va a farsi la doccia.

Quando torna lui le dice che deve assolutamente ascoltare una playlist di Spotify, ma lui non dispone di un account.

Nessun problema, Lex gli passa il suo cellulare, dove lui digita e cerca per qualche minuto ma poi non la trova.

«Te la manderò», le promette prima di andarsene.

Joshua e le tabi

Qualche ora dopo che Joshua se n’è andato, Lex si accorge che dalla scarpiera mancano le Tabi Mary-Jane di cui avevano parlato, le cerca ma non le trova.

Inizia a sospettare di lui, così apre Tinder per scrivergli, ma non trova l’account e nemmeno il suo numero di telefono dagli ultimi messaggi che si erano scambiati perché sono stati tutti cancellati.

Ed è così che si rivolge a TikTok, chiedendo giustizia per le sue scarpe e che qualcuno la aiuti a ritrovarle.

Il TikTok è stato visto quasi un milione di volte, e alcune ragazze riescono a rintracciare l’account Instagram del ragazzo.

Così Lex approda sull’account della fidanzata, che non sapeva avere, e nota che ha appena pubblicato una Storia in cui sta indossando le sue Tabi.

All’inizio Joshua le confessa che non c’entra niente con la sparizione delle sue scarpe, ma dopo aver visto la storia della fidanzata, ammette che sì è stato lui, e dopo un po’ si vede con Lex per riconsegnargliele.

Una rivistazione moderna della fiaba di Cenerentola, ma più chic.

Perché proprio  queste scarpe?

Forse, infatti, il dettaglio più delizioso di tutta la vicenda è che il Tinder date abbia deciso di rubare proprio delle Tabi, e non un modello qualunque, come potevano essere gli stivaletti che possedeva la ragazza, ma quello più di nicchia, le ballerine Mary-Jane.

In un articolo di Vogue Australia, le Tabi vengono definite le scarpe delle “insider”, ovvero di chi lavora e ne capisce di moda.

«Le Tabi sono uno di quei capi “if you know you know” che istituisce subito un tipo di vicinanza con qualcuno che ne esprime apprezzamento», scrivono, mentre allo stesso tempo su Vogue Usa raccontano di come sono però diventate negli ultimi due anni delle scarpe estremamente popolari che non individuano nessun connotato modaiolo, viste ai piedi di qualsiasi celebrità, da Dua Lipa a Zendaya, Olivia Rodrigo e pure Kylie Jenner.

Quindi questo non vuol dire molto del ladro di Tabi, come scrivono nei commenti sotto al TikTok: «non fidarti mai degli uomini ossessionati con la moda», quanto sembra invece denotare un desiderio di essere riconosciuto, visto, di far parte disperatamente di qualcosa.

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