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Adozione ai singles: oggi è possibile

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Ha fatto molto discutere la notizia della sentenza della Cassazione, per la quale i tempi sarebbero “maturi” per consentire l’adozione di minori anche ai single. La Suprema Corte di Cassazione ha invitato il Parlamento a prendere in esame la questione. L’occasione è buona per tutti per fare un po’ di chiarezza sull’argomento. In Italia sono possibili due tipi di adozione, che seguono procedure differenti. L’adozione nazionale è quella che si realizza quando il minore viene dichiarato adottabile da un tribunale per i minorenni del territorio nazionale. Potrebbe riguardare anche bambini stranieri. Anzi, è una circostanza che si verifica sempre più di frequente. Mediamente, seguendo questa strada, vengono adottati circa 2 mila bambini, ogni anno. Questa forma di adozione è riservata alle coppie eterosessuali unite in matrimonio da almeno tre anni. L’alternativa è l’adozione internazionale, che riguarda bambini stranieri, ma anziché seguire una procedura in Italia, viene fatta direttamente nel Paese dove si trova il minore, d’accordo con le autorità italiane. Le adozioni internazionali sono state in costante crescita, negli ultimi anni. Attualmente sono circa 4 mila l’anno, il doppio di quelle nazionali. Le regole per l’idoneità all’adozione sono le stesse che sono in vigore per le adozioni nazionali. In base alla legge, i single possono accedere all’adozione solo nei seguenti casi particolari: persone unite al minore da un vincolo di parentela fino al sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo, quando il minore sia orfano di padre e di madre; il coniuge è ammesso, nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell’altro coniuge; quando il minore sia disabile e sia orfano di padre e di madre; quando sia constatata l’impossibilità di un “affidamento preadottivo” (il periodo di convivenza precedente alla pronuncia definitiva dell’adozione).


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